Archivio delle categorie «Apple»

10

Apr

Router Alice W Gate Plus 2 poco sicuro?

Recenti news segnalano che il router che Telecom fornisce agli utenti della loro offerta Alice tutto incluso sia, in questo periodo, sotto inchiesta per la debolezza del suo firmware.

Tramite questo link:

http://192.168.1.1/cp06_wifi_m_nocifr.cgi?wlChannel=Auto&wlRadioEnable=on

è possibile disabilitare tutte le funzioni di sicurezza riguardanti le chiavi wep e Wpa della rete wifi.

E’ sufficiente infatti che qualsiasi malintenzionato invii una mail con il link riportato e “costringa” il proprietario della linea a cliccare su di esso magari con la scusa di un aggiornamento della macchina.

Dopo il click la rete wifi si presenta aperta a tutti e senza nessuna forma di sicurezza applicata al traffico wifi.

Le chiavi wep e wpa del router non sono gestibili dall’utente ma preimpostate e quindi impossibili da cambiare: quindi una volta aperta la rete e collegati con il proprio pc ad essa è sufficiente indirizzare il proprio browser alla pagina:

http://192.168.1.1/cp06_wifi_r_rep0.html

per leggere i valori di suddette chiavi.

Una volta scoperto il raggiro proteggere il sistema sembrerebbe una cosa semplice, impostare un nome utente ed una password per accedere alle configurazioni del router basterebbero infatti a placare gli animi di chi volesse navigare a nostre spese, invece questi due dati non possono essere impostati in quanto funzione non prevista dal sistema fornito da Telecom.

Non resta che sperare in un aggiornamento del firmware capace di rendere più sicuro tutto l’apparato.

Va comunque sottolineato che gli indirizzi sono “LAN/locale” e quindi per fare queste modifiche o vedere queste configurazioni, bisognerebbe collegarsi fisicamente o via Wi-Fi al router (quindi conoscere anticipatamente le password).

Quindi il buon senso dei possessori di questo modem potrebbe da solo prevenire qualsiasi danno.

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7

Apr

1 account Gmail = 2 indirizzi di posta

Quando registriamo un account Gmail, ci vengono forniti due indirizzi email:

Il primo è quello regolare, che termina con @gmail.com, mentre il secondo ha come dominio @googlemail.com.

Questo significa che presupponendo di avere un indirizzo del tipo “nome@gmail.com,” tutta la posta inviata a “nome@googlemail.com” sarà comunque ricevuta nella stessa casella.

Si può sfruttare quest’interessante caratteristica del doppio dominio per fare in modo che meno spam raggiunga la nostra casella di posta.

Date un indirizzo, ad esempio quello @googlemail.com, a una cerchia ristretta di contatti, e l’altro utilizzatelo senza troppi problemi per l’iscrizione ai siti web.

In Gmail impostate un filtro che faccia in modo che tutte le mail ricevute all’indirizzo @googlemail.com vengano raccolte in una determinata cartella, così da non rischiare mai di perdere messaggi importanti.

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7

Apr

Google Sites: come creare siti web in 5 minuti

Google Sites è un nuovo servizio che entra a far parte del mondo di Google Apps e permette di creare siti web, sia da soli che con altri.

Gli utenti possono lavorare assieme al sito aggiungendo allegati, informazioni da altre applicazioni Google (come Google Docs, Google Calendar, Youtube e Picasa) e nuovi contenuti.

Creare un sito insieme è facile come modificare un documento, puoi controllare chi deve avere l’accesso all’area di modifica, solamente tu, il tuo team o membri della tua organizzazione” spiegano da bigG.

Google offre templates, un rich-text editor, 10GB di spazio per ogni account Google Apps e l’integrazione con altri servizi di Google embeddando ad esempio calendari, presentazioni, documenti, slideshows di foto e video.

Come detto possiamo invitare persone a collaborare con noi o semplicemente a visualizzare i nostri contenuti.

Eccovi un video che presenta il nuovo servizio.

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7

Apr

YemuZip: creare file zip su Mac compatibili anche con Windows

YemuZip è un applicazione gratuita per Mac che permette di creare file zip da utilizzare sul nostro Mac o su un qualsiasi PC. Ma vi starete chiedendo Finder non ha una funzione con la quale crea ugualmente Archivi?

La risposta è si, ma molto spesso quando creiamo il nostro file zip sul Mac e lo unzippiamo sul Pc ci possono essere dei problemi sopratutto per quanto riguarda i meta-dati, infatti i PC non leggono i metadata specifici del Mac. YemuZip invece da l’opportunità di creare un archivio decidendo se deve essere un archivio per Mac o per PC.

L’applicazione è inoltre facilissima da utilizzare. Semplicemente effettuiamo il drag and drop dei files che vogliamo comprimere all’interfaccia di YemuZip, dopo di che scegliamo in quale formato salvare il tutto, se per PC o Mac e diamo il via alla compressione.

YemuZip è inoltre gratuito per uso personale, e richiede Mac OS X 10.4 o successivo per funzionare. Il programma lo potete scaricare da qui.

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31

Mar

Il S.O. più sicuro: Vista vs OS X vs Ubuntu Linux

Riporto qui un interessante articolo scritto da Pietro Di Giorgio (www.pietrodigiorgio.it).

In questi giorni (26-28 marzo) si è svolto in Canada un concorso rivolto ad hacker. In palio computer equipaggiati con 3 diversi sistemi operativi: Windows Vista, OS X Leopard, Linux Ubuntu 7.10 e premi in denaro.

Nei 3 giorni di durata sono stati progressivamente abbassati i livelli di difficoltà per gli hacker, e contemporaneamente abbassato il montepremi. Oltre al montepremi, l’hacker si portava a casa anche il computer violato.

I computer erano equipaggiati con:

  • Fujitsu U810 con sistema operativo Windows Vista Ultimate SP1
  • MacBook Air con sistema operativo Leopard 10.5.2
  • Sony VAIO VGN-TZ37CN con sistema operativo Ubuntu 7.10

Il primo giorno i concorrenti non avevano accesso fisico ai 3 computer. Il montepremi di 20.000 $ non è stato assegnato perchè nessun S.O. è stato compromesso.

Il secondo giorno era possibile simulare un comportamento “da utente tipico” per cui sulle 3 macchine potevano essere avviati software inclusi nel S.O. e sfruttare bachi in programmi come la posta elettronica e il browser web.

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27

Mar

Lo spam colpisce anche Google Calendar

Spam su Google Calendar

Ormai è risaputo che lo spam non si ferma davanti a niente e a nessuno, penetrando anche nei luoghi più impensabili: uno di questi è sicuramente Google Calendar, dove fino ad oggi si pensava non potessero arrivare messaggi indesiderati.

Il primo a rimanerne sorpreso è stato lo stesso Stan Schroeder di Mashable.com, che nei giorni scorsi si è ritrovato un reminder sul calendario senza volerlo, chiaramente catalogabile come spam vista la descrizione allegata: l’appuntamento sarebbe giunto all’interno del calendario come file in formato .ics.

La soluzione per tamponare il problema viene dal gruppo di discussione ufficiale di Google Calendar, dove lo staff della Grande G ha consigliato i seguenti passi per difendersi dallo spam nel calendario:

  • entrare all’interno delle Impostazioni attraverso il link in alto a destra nella pagina
  • selezionare il tab Informazioni Generali
  • scorrere fino alla voce Aggiungi automaticamente gli inviti al mio calendario
  • selezionate la casella No, mostra solo gli inviti a cui ho risposto.

Al di là di questa procedura, lo staff di Google si è comunque detto al lavoro per risolvere il fastidioso problema.

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